Torri e Ville

Le 4 Torri Medioevali
Risalgono probabilmente ai secoli XII - XV e all'origine furono l'espressione delle principali famiglie "guelfe":

Torre di Via Mazzini
A pianta quadrata, con muratura in blocchi di granito. Ristrutturata nel 1994-95, vi ha sede la Pro Loco.

Palazzo di Via Garibaldi
Portale e loggetta in arenaria rossa del secolo XV. Futura sede della Biblioteca e del Museo comprensoriali camuni.

Casa Parrocchiale
Presenta sulla facciata un portale, con finestra bifora, di età medioevale e forse longobarda, oltre ad una Crocifissione proveniente dalla chiesa dei disciplini di Ceto. All'interno, elegante scalone in pietra di Sarnico.

Palazzo Comunale
Già Villa Ronchi, dimora patrzia appartenuta ad un'antica famiglia con qualche "quarto" di nobiltà. Venne ceduta al Comune dopo la seconda guerra mondiale, col vasto giardino di cui s'è salvata la fontana centrale. All'interno soffitti lavorati ed un pregevole "Mosè salvato dalle acque" del Celesti.

   
Segrato Torre Pezzotti   Torre Domenighini   Torre Pezzotti

Mura di Casa Domenighini
A lato della chiesa di S. Antonio; alla base sono massicci blocchi di granito.

Mura di Casa Pezzotti - Gobetti
In via Cappellini. Della torre originaria si intravedono due lati in corrispondenza del portico al quale si accede attraverso un portale i cui conci formano un arco a tutto sesto.

Torre Pezzotti
In via Tonolini. La sua precipua caratteristica è la pietra a vista nella parte superiore.

Villa Franceschetti

 

 
Mezzarro  

Villa De Michelis
Villa in località Cambrant, con dipinti a fresco del XVI secolo. Villa in centro al paese, con vasto bellissimo giardino.

Piazza Mercato
Ora dedicata al Gen. Pietro Ronchi. E' d'origine antichissima, probabilmente nata come "piazza d'armi" per chi si apprestava a cingere d'assedio il Castello, come, nel 1453 il famoso capitano di ventura Bartolomeo Colleoni (1400-1475). Splendida la corona di case e palazzi dei Settecento e dell'Ottocento, in particolare Casa Franceschetti, forse sorta su un preesistente edificio. Una leggenda narra che vi fosse un cunicolo segreto, scavato nella roccia, che collegava l'interno della Rocca e l'edificio detto Albergo Fumo. Bella la fontana centrale.

Villa Montiglio
Bella residenza di famiglia con qualche tocco di stile liberty.

 

 
Villa Gheza
 
Villa Gheza

Villa Gheza
Trattando di questa imponente costruzione, qualcuno ha parlato di "Voglia d'Oriente". Il proprietario, avv. Maffeo Gheza, la disegnò compulsando testi e consultando riproduzioni. Un po' quel che accadde ad Emilio Salgari che descrisse l'Oriente senza mai essersi mosso dall'Italia. Notevole nell'ideatore la passione per lo stile arabo ed il libro sacro dell'Islam, il Corano, al punto di farne tracciare i versetti sulle mura esterne perimetrali. La costruzione cominciò nel 1929, anno di grande crisi mondiale e valligiana: la gente mormorava, accusando per lo spreco e l'insulto ai molti poveri. La risposta alle accuse non tardò: sotto una terrazza, il vecchio avvocato fece scrivere (questa volta non in arabo): "La gente dice. Che cosa dice? Lascia che dica!".

(fotografie a cura di Renata Bellotti - Silvia Angeloni - Massimo Sansiveri)